
La sezione aurea, o numero d'oro (golden ratio in inglese), si ottiene quando:

In pratica il numero d'oro è circa 1,6 e la sezione aurea corrisponde a circa 5/8 (cinque ottavi).
Il concetto della sezione aurea ha affascinato le persone curiose da almeno 2400 anni. E' un vero peccato che un essere umano possa morire senza aver assaggiato questo concetto.
La sezione aurea proviene dal mondo classico, greco e latino. Nel mondo classico, proporzioni e armonia delle forme venivano create utilizzando questa formula, più precisamente questo rapporto numerico..
Furono i filosofi pitagorici a definire per primi la sezione aurea, ricavandola dallo studio di più discipline. Siccome il rapporto sembrò loro derivare dalla struttura dell'universo, affermarono che la sezione aurea era di origine divina.
La sezione aurea è il fondamento dell'arte classica. Ne parla Euclide, nel terzo secolo avanti Cristo, nel suo trattato sui principi della geometria.
Gli artisti e gli architetti utilizzano il rettangolo costruito sulla sezione aurea come modulo per generare forme, come una sorta di mattone ideale per la bella casa. In questo modo i moduli non sono solo in armonia tra loro, ma anche in accordo con l'intera opera.

Il Partenone di Atene e le statue dello scultore Fidia utilizzano la sezione aurea.
Altri esempi sull'uso del numero d'oro da parte di Leonardo Da Vinci, Gerges Serat, Salvator Dalì e Piet Mondrian sono mostrati da Federico Peiretti sul sito nel Progetto Polymath, matematica e Ict del Politecnico di Torino.
Su Wikipedia versione italiana, puoi trovare molte infomazioni sulla sezione aurea.
Nel Rinascimento, la sezione aurea conobbe una grande popolarità. L'architetto Filippo Brunelleschi fu probabilmente il primo a riutilizzare la formula della sezione aurea per la creazione della cupola del duomo di Firenze.
Il concetto della sezione aurea mi è tornato utile per esprimere uno dei miei criteri fondamentali di progettazione (design se volete) delle pagine Web, per ciò che riguarda la lunghezza della riga di testo.
Gli elementi principali, che si intrecciano sono due:
I tipografi di una volta, quelli che lavoravano con le righe a piombo e sulla carta, l'avevano capito bene. Per essere letto con facilità e piacere, un testo scritto con una famiglia di caratteri Alfa e con corpo Bravo avrebbe dovuto utilizzare una riga lunga Charlie.
Facciamo un esempio. Sulla prima pagina del Corriere della Sera, noi leggiamo con gusto un articolo stampato in Times New Roman con corpo otto, a condizione che la riga sia larga al massimo tre o quattro centimetri .
Se raddoppiassimo la larghezza della riga, allora la grandezza del carattere non andrebbe più bene. L'occhio del lettore farebbe fatica e addio alla lettura con gusto.
In generale la sezione aurea del testo scritto afferma che tanto più larga è la linea, tanto maggiore deve essere il corpo del carattere per garantire una piacevole lettura.
Per quanto riguarda la scrittura su Internet, va tenuto conto della sostanziale diversità tra la definizione dei caratteri su carta e quella su schermo. In genere, la definizione su carta è molto più alta della definizione su schermo. La definizione si misura, a livello internazionale, in punti per pollice (DPI, Dots Per Inch), dove un pollice è pari a crica due centimetri e mezzo.
Sulla carta noi abbiamo una capacità di definizione che va dai 600 punti delle stampanti di casa ai 1.200 e oltre punti dei giornali. Sullo schermo dei computer, in genere la definizione è dai 70 ai 90 punti per pollice. La differenza è notevole e così anche i suoi effetti.
Per supperire alla minore definizione degli schermi, i bravi progettisti Web usano per le righe di testo famiglie di caratteri senza grazie, detti anche bastoni, come Arial e Helvetica. Come grandezza di carattere viene scelto almeno un corpo 10 se non 12. Per i titoli, che sono più grandi, caratteri con le grazie, come il Times New Roman, possono essere usati efficacemente.

Resta sempre il problema della larghezza della riga. Per essere di gustosa lettura, la riga di testo tipo senza grazie e corpo 10 non deve comunque essere troppo lunga. Per questo ho scelto per questo sito una impaginazione su tre colonne, in cui la colonna centrale ha una dimensione adatta alla facile lettura della riga di testo.
E' meglio accendere una candela che maledire cento volte il buio.
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