
E' il primo passo di ogni forma di presenza su Internet o di un più ampio progetto di web marketing. Hai commissionato un bel sito per promuovere la tua attività, ma se vanno a vederlo solo gli amici non hai raggiunto un gran risultato. Il sito deve essere visibile, cioè facilmente raggiungibile. Solo se aumenteranno i visitatori potrai ottenere un risultato positivo dalle risorse investite (è il ritorno sugli investimenti, in inglese Roi, Return on Investment).
La visibilità del marchio (Brand Awareness in inglese) è l'obiettivo che devi raggiungere. Conquistare la visibilità vuol dire garantire al tuo sito di essere facilmente trovato su Internet. A volte la visibilità è un problema serio, perché hai scelto un nome facile da ricordare, ma che, proprio per questo, è usato anche da molti altri.
Per esempio, una mia cliente è presidente di una Associazione Armonia con sede in Roma, nei pressi del Ponte Milvio. La parola armonia è molto bella e quindi molto usata, in campo musicale e anche in altri campi. Anche le Associazioni Armonia in Italia sono tante. Per via della grande concorrenza, il sito della mia cliente scompariva dalle ricerche su Internet basate sulle parole "associazione" e "armonia". Così abbiano affrontato e risolto il problema.

Insomma, se il tuo sito è facile da trovare su Internet, potrai dire molte cose ai tuoi potenziali clienti, anche mentre stai dormendo nel tuo letto.
Molti naviganti hanno ormai l'abitudine di "dargli un'occhiata sul Web", cioè andare comunque a vedere il sito Internet di qualcuno — persona, azienda o altro ente — con cui stanno valutando se fare un affare o iniziare una collaborazione. Se ti trovano e hai espresso con cura dei contenuti, la buona impressione verrà rafforzata.
Un lavoro sulla visibilità del marchio è parte integrante di ogni sito che costruisco ex-novo o ristrutturo.
Vai sui quattro principali motori di ricerca italiani (vedi colonna destra):
E cerca alcuni miei clienti con queste parole o frasi di ricerca:
Come risultato dovresti avere che i siti dei miei clienti sono, salvo a volte su Msn Italia, nelle prime posizioni della prima pagina prodotta dalla ricerca.

Conseguita la visibilità del marchio, si può passare alla fase seguente, cioè al posizionamento competitivo del sito in questione rispetto a un determinato servizio. Questo secondo passo richiede più sforzi e più risorse, perché la competizione spesso è forte. Non si tratta più di far emergere un marchio, ma di posizionare il sito ai primi posti della classifica rispetto ai beni o servizi cercati dal potenziale cliente (il prospect degli inglesi).
Non è un passo obbligatorio. Però, se affrontato con adeguate risorse e un po' di pazienza, puo portare grandi risultati.
Provate a interrogare i quattro principali motori di ricerca italiani, con le seguenti frasi chiave, relative a servizi forniti dai miei clienti e annotate la posizione in graduatoria dei miei clienti:
Si può competere anche all'estero per promuovere prodotti italiani. Provate a cercare su Google Svizzera in lingua tedesca e sul buon motore svizzero Search.ch, sempre in lingua tedesca, la frase "tagesschule basel" che seleziona tutte le scuole a tempo pieno di Basilea. Fatta la ricerca, dovreste trovare in prima pagina, a ridosso dei siti istituzionali svizzeri, il mio cliente Fopras, con la sua Scuola elementare italo-svizzera Sandro Pertini.
L'aumento delle visite a un sito è misurabile con le statistiche. A un certo punto, questo aumento d'attenzione produce risultati concreti, grandi e anche straordinari. I numeri diventano voci al telefono e poi clienti in carne ed ossa.
Nell'estate del 2006, dopo mesi di inserimento di contenuti e una modesta campagna pubblicitaria su un portale romano, il sito del centro Yogananda Ashram ha visto triplicare le sue visite, da una media di 17 visite giornaliere in luglio a 53 nel mese di settembre. Nell'autunno 2006 questo aumento di visite si è tradotto in oltre quaranta nuovi iscritti ai corsi di yoga promossi dal centro. Un successo senza riscontri negli ultimi anni, che si è ripetuto nell'estate 2007.

Nell'autunno 2007, per la prima volta da un decennio, la Scuola elementare italo-svizzera (Seis) Sandro Pertini di Basilea ha iniziato l'anno scolastico con tutti i posti della prima elementare occupati. La segreteria della scuola ha dovuto rifiutare nuove iscrizioni per mancanza di posti. Circa la metà dei bambini iscritti alla prima è di origini non italiane. I genitori di questi bambini sono arrivati alla Seis attraverso la pagina in lingua tedesca, relativa alla scuola, presente sul sito Internet della Fopras. Nel 2006 questa pagina era stata oggetto di uno specifico lavoro di ottimizzazione del posizionamento sui motori di ricerca svizzeri in lingua tedesca. L'ottimizzazione del 2006 aveva portato, in quattro mesi, all'aumento di un terzo delle visite alla pagina tedesca della Seis.
Il successo sui motori di ricerca si fonda su una serie di compiti e competenze tra loro collegate.
Oltre a questi consigli generali e forse generici ci sono altre risorse, per esempio, sulla colonna a sinistra, ci sono gli estremi per contattarmi e chiedermi un preventivo.
Quattro moschettieri? Ma non erano tre? I tre moschettieri è il titolo del romanzo scritto da Alexander Dumas, una delle opere più famose e tradotte della letteratura francese. Ma, fin dall'inizio, il libro narra del quarto giovane, d'Artagnan, che diventerà moschettiere del Re Luigi XIII° dopo aver incontrato e frequentato altri tre moschettieri: Athos, Porthos e Aramis. Quattro moschettieri dunque, che facevano tutto loro. Nessuna impresa era per loro impossibile. Dominavano il campo, nella loro Francia.
Anche i principali motori di ricerca italiani sono quattro.
Ma cosa vuol dire "principale motore di ricerca"? Per me, semplicemente, un motore di ricerca principale è quello che possiede una quota di mercato pari o superiore all'un per cento del totale delle ricerche effettuate su Internet..
Ma cosa vuol dire la parola "italiani" nella frase "principali motori di ricerca italiani"? I motori di ricerca sono forse diversi da nazione a nazione? Sì, sono diversi. Per esempio, prova ad usare la parola chiave "spaghetti" per fare una ricerca su www.google.com e su www.google.it. Avrai risultati diversi.
Quindi, alla domanda: "Quali sono i motori di ricerca più usati dai naviganti della rete?", la risposta è: "Dipende. Dipende dal paese".
I dati relativi ai naviganti degli Stati Uniti diventano pubblici dopo qualche mese o anno. Se cercate con le parole giuste su google.com, potete arrivare facilmente a una pagina coi dati della Nielsen NetRatings, con un bel diagramma a torta, come nella pagina seguente, relativa al luglio 2006.
Secondo i dati Nielsen NetRatings del luglio 2006, ecco la classifica dei motori di ricerca negli Stati Uniti:
In Italia i dati relativi alle quote di mercato italiano delle ricerche su Internet sono considerati di grande valore economico e sono quindi coperti dal segreto commerciale. Neanche le cifre fondamentali, relative per esempio ad anni prima, vengono rese pubbliche gratuitamente.
Questa overdose di segreto permette a tutti di dare i propri numeri. I numeri che più fanno comodo. Così, a volte, il proprietario di un sito si ritrova ad aver investito somme significative, per raggiungere una buona posizione su un motore marginale, che ha meno della metà dell'un per cento del mercato.
Un'altra cattiva pratica, bad practice, presente in questo settore consiste nel consigliare al cliente frasi di ricerca così astruse, lontane dall'uso comune, che nessuno le userà mai. Poi questi colleghi vanno dal cliente a mostrargli che, rispetto a quella frase di ricerca, il suo sito è al primo posto.
E allora come fare, per trovare un solido terreno comune di discussione tra il cliente proprietario di un sito e il fornitore del servizio di posizionamento?
L'accesso alle statistiche sul traffico relativo ai siti permette di registrare la provenienza dei visitatori dai vari motori di ricerca. Da queste statistiche si possono ricavare stime sulle quote del mercato italiano delle ricerche su Internet possedute dai vari motori di ricerca.
Dall'analisi delle statistiche sul traffico Internet italiano emerge una notizia buona e gratuita.La buona notizia gratuita riguarda una stima aggregata delle quote di mercato italiane relativa all'anno 2007. Sommando Google, Yahoo, Msn e Virgilio , si arriva a oltre il 95% dell'intero mercato delle ricerche su Internet fatte in Italia. Questi sono i quattro moschettieri di oggi, cioè i principali motori di ricerca italiani.
Con questa informazione, ogni proprietario di un sito Internt che operi sul mercato italiano può apprezzare le offerte serie ed evitare le offerte di aria fritta.
Se tu, come proprietario di un sito, vuoi dati più precisi sul mercato delle ricerche su Internet, dovrai accettare di metter mano al portafoglio e passare a un rapporto commerciale. Il ventaglio di offerte è grande. Puoi commissionare una ricerca alla Nielsen NetRatings oppure ingaggiare un consulente che ti guidi in questa foresta oscura. Già che ci siamo, il numero del mio cellulare è sulla colonna sinistra di questa pagina.
E' meglio accendere una candela che maledire cento volte il buio.
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