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Le certificazioni informatiche, a cosa servono

La certificazione è una conferma delle proprie capacità in campo lavorativo. Viene conferita, col superamento di esami, da un soggetto autorevole privato, semipubblico o pubblico.

In campo informatico, la certificazione è per il singolo che la ottiene una prova delle proprie capacità. Per il datore di lavoro, la certificazione è una garanzia che la parte sulle capacità informatiche descritte nel curriculum del candidato corrispondano a capacità reali. 

Spesso le persone che frequentano corsi, anche costosi, di formazione informatica si accontentano dell'attestato di frequenza al corso. Spesso è l'azienda stessa ad accontentarsi dell'attestato di frequenza: "è andato al corso, qualcosa avrà imparato". A mio parere, l'attestato di frequenza non rende il merito dovuto a chi ha frequentato il corso con impegno né all'eventuale azienda che glielo ha pagato a caro prezzo.

A chi l'ha frequentato, l'attestato di frequenza a un corso non servirà molto qualora lo studente dovesse trovarsi di nuovo in cerca di lavoro. A parità di altre competenze, chi ha conseguito, ad esempio, la patente Europea avrà il posto prima di lui. All'azienda, che ha investito in formazione una parte dei soldi degli azionisti, occorrerà molto più tempo per capire quali, tra quelli che hanno frequentato il corso, meritano di veder ricompensato il loro impegno perché avrebbero superato gli esami.

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lo slogan

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Lavoratori dell'ICT di tutto il mondo, certificatevi!